Un prete di strada, tra gli ultimi

Nato a Pontedera (PI) il 15 luglio 1957 e ordinato sacerdote nella Pieve di San Martino a Palaia il 6 dicembre 1981, don Armando è oggi parroco di Ponsacco, Camugliano, Gello, Treggiaia/Val di Cava, tutti paesi della Diocesi di San Miniato in Provincia di Pisa. Entrato in seminario a 14 anni, è cresciuto in una chiesa animata dalle figure dei cardinali Giovanni Benelli e Silvano Piovanelli.

Impegno sociale e impegno Anti-Mafia

Nel 2001, insieme ai coordinamenti del CNCA e ad altri gruppi cattolici, ha partecipato ai cortei dei movimenti no-global e delle associazioni pacifiste per il G8 a Genova. Don Armando Zappolini è stato Presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) dal 2011 al 2018. In precedenza ricopriva l’incarico di vicepresidente della Federazione e di responsabile del settore internazionale. È stato anche presidente del CNCA Toscana.

Don Armando è attivo anche nell’impegno anti-mafia con l’associazione Libera, contro la diffusione delle mafie, per la promozione di una cultura della legalità e l’affermazione della giustizia sociale. Ha fondato il presidio di Libera a Pisa ed ha sostenuto la nascita della rete locale di Avviso Pubblico

È portavoce nazionale della campagna contro il gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco” che comprende 34 sigle nazionali di vari enti e organizzazioni sociali.

La vicinanza concreta alle persone tossicodipendenti e la fondazione di Bhalobasa

Nel 1990, ha fondato la Comunità terapeutica per persone tossicodipendenti di Usigliano e nel 1993 è entrato nel CNCA, proprio con questa organizzazione.

Il 1990 è stato un anno importante e di svolta per il suo percorso sacerdotale e umano: un anno che ha rafforzato definitivamente la sua anima di “prete sociale”. Conosce Madre Teresa di Calcutta (che ha fatto visita alla parrocchia di Perignano) e stringe amicizia con uno dei “bambini” della Madre, Padre Orson Welles, ora sacerdote in India.

L’anno successivo ha creato l’associazione Bhalobasa, per organizzare azioni di aiuto in favore delle comunità del Sud del mondo. L’associazione promuove progetti, viaggi di sensibilizzazione e il sostegno a distanza in India, Uganda, Burkina Faso, Ecuador, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania e altri paesi dell’Africa.

Impegno sociale e impegno Anti-Mafia

Don Armando è attivo anche nell’impegno anti-mafia con l’associazione Libera, contro la diffusione delle mafie e per la promozione di una cultura della legalità.

È portavoce nazionale della campagna contro il gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco”.

La Chiesa di strada

Don Armando è parte di quella Chiesa “di strada”, di quella parte della Chiesa per tanti anni dimenticata che oggi, con Papa Francesco, ritorna ad avere voce: “Adesso la Chiesa si è accorta di noi”, dice don Armando, “per tanto tempo siamo stati quelli strani. Ma perché? Forse perché troppo comunisti, troppo rivoluzionari, troppo aperti … ci siamo sentiti fuori da casa nostra, la casa di una Chiesa intrappolata nelle paure in una posizione difensiva”.

La storia di don Armando è quella di tanti altri religiosi, che, attraverso le azioni e le parole di Papa Francesco, sono ritornati a casa, e di tanti laici che, con loro, hanno condiviso un cammino.

Il suo è un modo diverso di esser prete e di essere Chiesa: “si può essere sognatori con i piedi nel fango, si può essere contemplativi e combattenti, si può essere impegnati in un servizio, ma anche capaci di cambiare un modello di società.”

Una sintesi che don Armando, nella sua vita, ha pienamente vissuto e difeso, e che ancora oggi continua a vivere.